Alla scoperta del mercato Forex

Forex

Se in tempi non troppo lontani, il commercio nei mercati finanziari, era riservato ai professionisti abilitati e si doveva ineluttabilmente operare tramite un istituto di credito o un agente di cambio, oggi chiunque sia in possesso di una ADSL e di una disponibilità economica anche limitata, può investire autonomamente.

Come funziona? Sostanzialmente si sceglie un broker che apre un conto per il cliente e gli fornisce un software in grado di collegarsi ai mercati, L’investitore valuterà le migliori possibilità di trading con il suo computer (o tablet e smartphone) e invierà gli ordini al broker attraverso la piattaforma. Il tutto senza muoversi da casa!

Un mercato che ultimamente sta incuriosendo molti utenti è sicuramente il Forex, acronimo di Foreign Exchange Market, il mercato valutario. Come funziona il Forex e perché in tanti hanno deciso di operare in questo mercato?

Gli strumenti commerciabili nel mercato Forex sono i cambi: c’è innanzitutto il dollaro americano, raffrontato con le altre valute più importanti, come l’euro, la sterlina inglese, il franco svizzero, lo yen giapponese, il dollaro canadese, il dollaro australiano e il dollaro neozelandese. I cambi derivati tra queste valute sono detti majors.

I cross sono mostrati con una sequenza di questo tipo: EUR/USD. Come si può osservare c’è una valuta a destra e una sinistra. Ne consegue che quando una delle due valute sale, l’altra scende di conseguenza. Facciamo un esempio chiarificatore, semplificando di molto la questione numerica. Supponiamo che il cambio EUR/USD sia 1.5, quindi per acquistare 1€ ci vorranno 1.5 $. Se il cambio dovesse salire (quindi andare a vantaggio dell’euro) e arrivare a 2, ci vorranno 2 $ per acquistare un 1€. Diversamente se il cambio dovesse calare, ne beneficerebbe il dollaro, portando il bilancio in suo favore.

Per questi motivi non possiamo considerare il prezzo di una moneta nazionale, se non in rapporto con un’altra e considerando che il mercato valutario è incentrato sul settore economico degli USA, i riferimenti si eseguono innanzitutto con il dollaro. I cambi che non coinvolgono direttamente il dollaro, come ad esempio EUR/GBP, hanno comunque una fortissima connessione con le majors relative, in questo caso EUR/USD e GBP/USD.

Un ulteriore esempio può aiutarci a chiarire questo concetto: se la sterlina inglese si apprezza nei confronti del dollaro, mentre il cambio EUR/USD rimane stabile, il prezzo del cambio EUR/GBP si deprezzerà notevolmente, facilitando la sterlina e danneggiando l’euro.

Le operazioni che si possono eseguire nel Forex sono due, vendere o acquistare, ma visto che i tassi di cambio sono formati da due fattori, quando si compra una moneta, contemporaneamente si vende l’altra. Ad esempio, acquistare sul cambio EUR/USD significa comprare Euro e liquidare Dollari, discorso capovolto operando in vendita, si comprano euro e si vendono dollari. Nel linguaggio tecnico nel momento in cui si effettua un trade in vendita si dice short, perché si spera che il tasso si accorci facilitando la moneta a destra, mentre un acquisto viene detto long, perché si spera in un scatto verso l’alto del prezzo.

Le operazioni possono restare in esecuzione fino a che si desidera, ad eccezione di una perdita che comprometta tutto il conto. In questo caso il mediatore, prima ci comunicherà che siamo in una fase molto svantaggiosa, effettuando il cosiddetto margin call, per poi annullare senza ulteriori avvisi la posizione. Se invece siamo stati bravi e vogliamo portare a casa il guadagno, questo viene calcolato in automatico dal software.

Nulla di eccessivamente complicato fino a questo punto. Ci è rimasto da introdurre il concetto di pip, l’unità di misura dei tassi di cambio. Ad eccezione dei cambi che coinvolgono lo Yen giapponese, i cambi sono composti da quattro cifre decimali e ogni volta che i prezzi si muovono, cambia l’ultima cifra, e si guadagnano (o si perdono) pips.

Come investire nel Forex

Il trader che si avvicina a questo mercato può scegliere tre strade: analisi tecnica, analisi fondamentale e trading automatico.

L’analisi tecnica consiste nello studiare i grafici e individuare delle zone dove la quotazione ha presentato dei movimenti rilevanti. Sappiamo che il mercato si muove grazie a due forze in contrasto: tori e orsi. Quando prevale una di queste due forze, il prezzo si muove nella direzione vincente, disegnando una tendenza, fino a quando non incontra delle ulteriori zone (livelli chiave) dove in passato è successo qualcosa d’importante. Ecco perché con l’analisi tecnica si opera sempre tenendo in considerazione il trend e i supporti/resistenze.

L’analisi fondamentale, invece, considera soltanto la situazione economica degli Stati, aspettando che una certa notizia finanziaria vada a smuovere la situazione. Si tratta di una strategia molto rischiosa, che non consigliamo ai piccoli operatori. Questi non possono accedere alle indiscrezioni della Grande Finanza e quando le notizie arrivano alle loro orecchie, è già troppo tardi per fare un po’ di speculazione.

Infine abbiamo il trading automatizzato, suddiviso in due tipologie: mirror trading e forex robot. Nel primo caso, l’operatore si affida a traders professionisti copiando la loro operatività, attraverso servizi appositi messi a disposizione dallo stesso broker o aziende terze (Zulutrade è la più famosa).

I Forex Robot (expert advisors), invece, sono dei programmi da caricare all’interno della piattaforma che operano in automatico, riconoscendo i segnali operativi e aprendo posizioni con importi prestabiliti.

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