Pubblicità ieri e oggi

Insegna pubblicitaria

Tutte le realtà economiche gestite con criterio investono nella pubblicità per incrementare i propri fatturati. Fino a non molti anni fa i sistemi più usati per far conoscer il proprio marchio, i propri prodotti od offerte erano fondamentalmente televisione, radio, carta stampata, cartellonistica.

Gli investimenti in questi mezzi sono altissimi, parliamo di svariati trilioni di dollari annui a livello mondiale.

Ma conviene ancora alle aziende proseguire in questa direzione?

Facciamo un esempio: l’azienda X decide di fare una campagna pubblicitaria su una TV Nazionale. Intanto iniziamo con il dire che non tutte le aziende possono permetterselo ma non è questo il punto della discussione! Questa azienda farà un contratto, il cui valore dipenderà dall’orario in cui lo spot andrà in onda. Se è una fascia oraria molto seguita, il prezzo sarà adeguatamente oneroso. E qui c’è subito un appunto da fare: che sia una fascia oraria seguita vorrà dire che più persone vedranno quello spot? Ne siamo sicuri? E se addirittura quello spot avesse un effetto negativo?

Facciamo ancora un esempio: Gran Premio di Formula Uno, Ferrari in testa(magari!) tallonata dalla Red Bull al penultimo giro! Arriva lo spot pubblicitario, che fai? Lo guardi con attenzione o ti arrabbi perché hanno interrotto una trasmissione di tuo interesse? Ancora , ti stai vedendo un bel film ed improvvisamente arriva uno stacco pubblicitario: anche in questo caso che fai? Segui la pubblicità o cambi canale in attesa che riprenda il film, magari alzandoti per bere o per fumare una sigaretta?

Non c’è molto da pensare, generalmente lo spettatore si distrae durante la pubblicità perché non l’ha chiesta e gli viene propinata come un obbligo! Potrebbe anche risultare negativa in quanto consciamente od inconsciamente lo spettatore identifica quella marca o quel prodotto come un elemento di disturbo ed è molto difficile che lo vada a comprare!

Inoltre chi vende questi spazi pubblicitari potrà fornire solo una cifra ipotetica di visualizzazioni ! All’azienda che deve fare una valutazione dei mezzi pubblicitari e deve fare una comparazione fra questi occorre conoscere il roi, ritorno sull’investimento: come fa?

È evidente che , alla luce di questi fatti i mezzi pubblicitari di cui detto risultano oramai superati ed enormemente costosi!

Più di recente ha preso piede il direct marketing che rappresenta un insieme di tecniche di marketing con le quali le aziende comunicano direttamente con il cliente finale. Quindi “bypassano” il mezzo televisivo, la radio, piuttosto che la cartellonistica, con azioni mirate, utilizzando altri strumenti che permettono di avere risposte oggettive.

Alcuni degli strumenti più utilizzati nel D.M. sono:

Quindi Rispetto alle forme di pubblicità classica (TV, Radio, Stampa), il Direct Marketing consente di stabilire una relazione diretta e duratura con il target, personalizzando i messaggi in funzione delle specifiche esigenze e caratteristiche del singolo cliente e della fase del ciclo di vita del cliente stesso. In particolare il Direct marketing può essere utilizzato per acquisire il cliente, svilupparlo, fidelizzarlo ed infine recuperarlo in caso di abbandono (quattro fasi del ciclo di vita del cliente).

La fase di acquisizione viene effettuata contattando clienti potenzialmente interessanti (prospect), i cui contatti (indirizzo fisico, email, numero telefono) sono disponibili all’interno di liste profilate vendute sul mercato da operatori definiti list broker.

Ancora qui nasce un problema: ma queste persone vogliono essere contattate? Il D. M. è sicuramente un passo avanti per la promozione moderna, ma manca ancora qualcosa. Il consumatore finale apprezza il D.M. o ne risulta, spesso, comunque infastidito?

La realtà è che con tutte queste forme di pubblicità si interviene nella sfera intima del consumatore, senza chiedere il permesso, senza sapere se si è desiderati!

Pensate bene, ogni volta che parte una pubblicità, chi ci può guadagnare sono solo le aziende ed i mezzi di comunicazione, mai il cliente finale che anzi, per via di quella pubblicità finisce con il pagare di più il prodotto! Internet ha rivoluzionato il mondo e dall’era dell’imposizione si è passati a quella della condivisione: occorre condividere per vincere tutti, consumatori ed aziende!

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