Come pubblicizzare un blog

Blog

È molto frustrante impegnarsi ore e ore per scrivere contenuti di qualità, per poi andare a scoprire nelle statistiche analitiche che nessuno ha letto i nostri articoli. Il problema del traffico e di come aumentare le visite è una lotta quotidiana, soprattutto nei primi mesi di vita di un blog, al quale molto spesso si cerca di porre rimedio con strategie inutili e persino dannose.

Più visite sul blog significano maggiori guadagni, come dice Robin Good, se hai mille visite al giorno sul tuo blog è impossibile non guadagnare. Tu quante ne fai? E soprattutto come le stai ottenendo queste visite?

Se hai una lista di contatti che seguono abitualmente le tue pubblicazioni, sei già a buon punto, ti sei staccato dalle rigide regole dei motori di ricerca e probabilmente la condivisione spontanea sui social network ti assicurerà una visibilità crescente.

Nel caso di un blog alle prime armi, invece dobbiamo trovare il modo di raggiungere i nostri lettori, utilizzando gli strumenti che internet ci mette a disposizione.

Traffico organico, visibilità a costo zero

Statistiche AnalyticsUn blog ben fatto e bilanciato dovrebbe distribuire le sue visite spalmandole un po’ su tutte le pagine, se invece hai un singolo contenuto nelle prime posizioni di Google e il traffico arriva principalmente da li, è il momento di darsi da fare. Quando un concorrente ti supererà nella keyword in cui stai primeggiando, il tuo blog rimarrà senza traffico.

Lavorare sulla SEO del proprio blog assicura una fonte di traffico gratuita e di altissimo valore. Ricordati l’uso che tu fai di Google, perché effettui delle ricerche? Per trovare qualcosa che ti serve, un’informazione, delle opinioni circa un prodotto o servizio, ma anche per acquistare qualcosa.

Riuscendo nel proporti come soluzione alle esigenze delle persone, ti sarai assicurato una fonte di guadagno a costo zero. Con il passare del tempo, se lavoreremo bene insieme, le tue entrate aumenteranno considerevolmente, grazie a una maggiore autorevolezza del dominio. Uno dei parametri con cui Google giudica il ranking di un sito web è proprio la sua anzianità.

Come ti ripeto spesso, con i motori di ricerca non devi avere fretta, fai il tuo lavoro e attieniti alle linee guida di Google, qualsiasi tentativo di manipolare le SERP ti fa correre il rischio di penalizzazione, invalidando il lavoro svolto.

Se osservando Analytics vedi che le visite aumentano con lentezza, non farti prendere dalla voglia di fare il salto di qualità, andando a spammare in giro per la rete o rivolgendoti alle Web Agency che promettono di farti salire velocemente. Trucchi non ce ne sono, o meglio ci sarebbero, ma se non sono fatti a regola d’arte ti portano nella direzione opposta. Continua a creare contenuti di qualità e prima o poi i risultati saranno adeguati agli sforzi prodotti.

Collabora con chi ha visibilità

Andiamo da chi è già affermato nel settore e proponiamogli una collaborazione. Lo contattiamo via mail e sondiamo il terreno circa la pubblicazione di un nostro post nel suo blog. Potremmo incontrare il tipo avido, che ci chiede dei soldi per pubblicare un nostro contenuto. Gentilmente lo ringraziamo e andiamo a cercare qualcun altro.

A me non piace chi vende guest posts, e anche Google non gradisce questa pratica. Ci sono tanti blogger disponibili che sono più interessati ad ospitare un contenuto di valore, piuttosto che a pubblicare robaccia per dieci euro.

In questa fase non c’interessano i link dofollow, ossia collegamenti che influenzano positivamente il sito linkato nei risultati di ricerca. Il collegamento verso il nostro blog va visto in chiave di marketing non di posizionamento.

Una volta che abbiamo trovato il posto giusto per pubblicare, decidiamo insieme a chi ci ospita l’argomento da trattare, e qui dovremo essere perfetti, mettere in piedi il nostro miglior contenuto, senza rammarichi di vederlo pubblicato in un sito esterno. Fa tutta parte della nostra strategia di visibilità.

Le directory servono ancora ?

Molto tempo fa, Google non esisteva e la gente per cercare gli argomenti andava a spulciare all’interno di questi raccoglitori, che suddividono la rete in base alle categorie di appartenenza. Addirittura venivano pubblicati dei libri, in cui si catalogavano i siti. Mi ricordo quando nel 2001 acquistati la Superguida di Internet, un mattone con oltre 8000 siti recensiti.

Poi è arrivato Google e la gente ha scoperto questo fantastico strumento al quale fare le domande più fantasiose e ricevendo sempre una risposta pertinente. Con questa evoluzione le directory hanno perso il 90% della loro funzionalità, ma a mio modesto avviso, quel 10% rimanente può essere una buona base di partenza per cominciare a dare un po’ di spinta al nostro blog.

Cerca le directory di qualità, con una buona grafica, che non facciano l’inserimento automatico e che abbiano la categoria relativa al tuo blog. Non iscriverti a tutte quelle che trovi, direi che quattro può essere il numero perfetto.

Social network

Social Network

Perché dovrei mettere il like alla tua pagina Facebook? Nel mio streaming voglio seguire solo le pagine che m’interessano e a te non mi ti filo proprio. Allora potresti spendere dei soldi per una campagna promozionale e veicolare la tua fanpage… Vai pure, raccoglierai i like di persone a cui piace tutto, affette da click ossessivo compulsivo. Non ti aspettare poi che condividano un tuo post, saranno troppo prese a mettere mi piace ad altre pagine.

Una presenza sui social network ci serve indubbiamente, ma su Facebook è molto difficile riuscire a ricevere interazioni spontanee. Crea la tua pagina, ma a mio avviso non è ancora il momento di puntarci. Credo che Facebook sia un strumento usato principalmente per rimanere in contattato con qualcuno che già si conosce. Certo che ci sono utenti che cercano nuovi contatti e nuovi personaggi da seguire, ma la maggior parte di noi vuole leggere post di gente che sa che può condividere qualcosa d’interessante.

A mio avviso FB può essere molto più utile condividendo un articolo rilevante, uno di quelli che riescono a diventare virali e fare una campagna a pagamento per promuoverlo.

Quali sono i contenuti virali? I gattini sicuramente… Se però il tuo blog non tratta argomenti animalisti, allora bisogna cercare un’altra idea, senza inventarsi nulla, una bella news, magari con il commento di un politico o un personaggio famoso. Potrebbe essere una buona occasione promuoverti quando la notizia che coinvolge il tuo settore ottiene visibilità con un servizio alla televisione.

Ad esempio, tempo fa la trasmissione televisiva “Le Iene” fece un servizio condotto da Matteo Viviani, in cui intervistava delle persone cadute nella truffa di un broker disonesto. Fu affrontato il tema delle opzioni binarie e del Forex. Avendo un blog dedicato al trading, approfittai della situazione, scrivendo un articolo che commentava il servizio, spiegando per bene la differenza tra Forex e Opzioni Binarie, per poi promuoverlo su Facebook.

Fu un bel successo e ci guadagnai un po’ di soldi con Adsense, essendo la nicchia del Trading molto remunerativa e in grado di coprire abbondantemente i costi della promozione a pagamento su Facebook.

Per quanto riguarda Twitter, deve essere proprio l’ultimo step. I blogger che postano su questo social network sono molto famosi, chiusi nella loro cerchia. É un ambiente troppo d’elite, anche se l’utilizzo degli hashtag funziona molto bene, assicurando una buona fonte di traffico.

Credo che il social sul quale devi concentrarti di più è Youtube. Anche se Facebook sta guadagnando terreno sui video, il tubo rimane il posto giusto dove metterci la faccia. All’inizio ti basterà anche la videocamera del telefonino, poi con i primi guadagni potrai investire in qualcosa di più professionale. Un canale Youtube è un ottimo modo per farsi conoscere, la gente vedrà chi sei veramente, senza filtri. É un sistema ancora poco usato dai bloggers, quindi c’è meno concorrenza. Inoltre i video di Youtube si posizionano molto bene anche sulla SERP Organica, dandoci la possibilità di competere con la concorrenza utilizzando un’altra arma.

Una tecnica che mi piace molto è quella di proporre lo stesso contenuto in due forme, prima scrivendo un articolo e poi registrando un video in cui spiegare le stesse cose, magari inserendo anche un link in descrizione.

Fare video rientra anche nell’ottica di variare la forma dei propri contenuti, dando modo all’utente di avere sempre una scelta e di non abituarsi a quello che proponi.

Google Adwords

L’altro strumento che abbiamo a disposizione per ottenere traffico a pagamento è Google Adwords. Hai presente i primi risultati che compaiono nella SERP in alcune ricerche? Quelle contrassegnate dall’etichetta Annunci? Per apparire prima dei naturali risultati organici, gli inserzionisti pagano Google, attraverso il suo programma Adwords.

Come su FB Ads possiamo impostare il target di riferimento, filtrando la campagna per provenienza geografica e sesso, ma è molto meno preciso rispetto a Facebook, in quanto quest’ultimo prevede la registrazione dell’utente che deve inserire tutti i suoi dati, dando modo alla piattaforma di profilarlo per tutte le campagne promozionali degli inserzionisti.

Il vantaggio fondamentale è che si tratta di un strumento inbound marketing, ossia volto ad essere trovati dal potenziale cliente. Come abbiamo detto le persone su Google ricercano una soluzione ai loro problemi, ecco perché comparire alla prima posizione come risposta è un sistema che converte parecchio, rispetto all’outbound marketing di Facebook, dove invece si cerca d’intercettare l’interesse di una persona che fino a quel momento si stava facendo i fatti suoi.

Inoltre anche se le campagne Adwords non sono economiche, si paga solo a risultati ottenuti, ossia quando l’utente effettua il click sul nostro annuncio, per il quale dovremo pagare una determinata somma, definita CPC (Cost per click), che più sarà alta e più darà possibilità al nostro link di essere visibile prima di quello dei concorrenti.

Magliette e altri gadgets

Sono idee molto carine, farsi realizzare delle magliette con il logo del blog e registrare dei video mentre la indossiamo. È una tecnica tipica del copywriting, creare delle “ancore” che suggeriscano allo spettatore un simbolo da associare al nostro blog, portandolo a ricordarsi dei nostri contenuti ogni volta che gli si frappone davanti un’ancora.

Anche i biglietti da visita con l’indirizzo del sito è molto cool, quando andrai ad un qualsiasi evento e scambierai due parole con gli altri partecipanti, dovrai dare il tuo biglietto da visita e ricordati d’indicarlo e invitare la persona appena conosciuta a visitarti e lasciare un commento.

Ogni tanto puoi organizzare un contest, un’idea molto semplice ma estremamente efficace. Realizzi un video su Youtube dove inviti le persone a commentare e tramite estrazione, il vincitore riceverà un gadget. Condivi il video su Facebook, fai una campagna promozionale, ci metti sopra 5 euro e lo lasci andare.

Conclusioni

Ci sono tanti modi per promuovere il tuo blog, alcuni sono a pagamento altri invece richiedono tanto lavoro. Io ti consiglio di concentrarti sulla SEO, che sarà l’arma vincente per farti emergere alla lunga. Non dare retta a chi ti dice che la SEO è morta, vogliono solo venderti i loro corsi. La SEO non è morta, si è soltanto evoluta. Tu pensa che prima dell’avvento dei CMS (Content Management System) come WordPress, l’ottimizzazione per i motori di ricerca era competenza esclusiva del tecnico informatico, che doveva provvedere un po’ a tutto. Poi quanto sono arrivati questi gestionali pronti all’uso, si sono aperte le porte ai laureati in Lettere, grandi lettori, insomma chiunque abbia dimestichezza con parole e semantica.

Uno scenario completamente nuovo che ha fatto alzare le mani a chi non sa mettere due parole in fila.

Assolutamente devi curare i social network, rendendoli raggiungibili dal blog. Quanto un lettore apprezzerà un tuo articolo, s’iscriverà alla tua fanpage, al canale Youtube, dove gli è più comodo seguirti. È chiaro che non potrai seguire tutti, quindi dovrai concentrarti sul social che converte maggiormente, ma senza lasciar morire gli altri. Se ad esempio vedi molte persone iscriversi su Youtube, cura la parte video e condividi semplicemente su Facebook.

Per quanto riguarda le campagne a pagamento, Facebook è abbastanza economica e si può usare anche se non hai niente da vendere, mentre l’utilizzo di Adwords dovrebbe essere vincolato ad un’offerta che metti a disposizione. Se non si coprono i costi con vendite o altri metodi di remunerazione, sinceramente non vedo un grande vantaggio nell’utilizzarlo.

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